Blog

Anno Cabriniano Novembre- Dicembre 2017

 

“Beati coloro che aspettano il Signore”

Con questa Beatitudine: “Beati coloro che aspettano il Signore” chiudo il ciclo delle riflessioni che ci hanno accompagnato nel corso dell’anno Cabriniano 2017. Ho cercato di presentare lo spirito delle beatitudini evangeliche come punto di riferimento a cui Santa Francesca Saverio Cabrini attingeva per poter cogliere da essi la profondità e la incisività nel suo vissuto. Spero che questi riflessioni ci hanno aiutato a illuminarci nelle nostre azioni e nel nostro quotidiano, certi che il Sacro Cuore di Gesù opera anche in noi come in Santa Francesca Cabrini prodigi di grazie e di benedizioni.

Riascoltando Madre Cabrini che ci dice: “La fede Trasporta i monti e la speranza centuplica le forze”. Quindi beati noi se sappiamo attendere e sperare. Con questa fede e questa speranza siamo arrivati al 22 Dicembre 2017 a celebrare la chiusura dell’Anno Centenario”. In questa Celebrazione abbiamo tenuto presente e sottolineato il ricordo della morte della Santa che la colse in piena attività durante l’ennesimo viaggio a Chicago il 22 dicembre 1917. Dagli ultimi istanti della sua vita abbiamo voluto ascoltarla: “Quel Natale, - diceva, -  doveva essere tutto speciale; si dovevano preparare a festeggiarlo in un modo eccezionale; ed anche per se voleva un abito nuovo; sicuro! Tutto doveva essere nuovo per quella festa…”. (Da Vita e opere di Santa Francesca Saverio Cabrini di Madre Saverio De Maria M.S.C. pag.414).  La portata di queste frasi dette nei giorni che precedettero la Natività del Signore, ci fanno comprendere che per la nostra Santa Madre quello era veramente il suo ultimo natale 22 Dicembre del 1917 e la sua festa l’avrebbe celebrata nel monte santo e nei tabernacoli eterni. Abbiamo appena celebrato la Memoria di 100 anni della sua nascita al cielo. Ora chiediamo a Lei che interceda presso Dio che si è fatto Bambino, affinché possiamo rivestirci dell’abito nuovo si da risplendere in noi il carisma che anima e testimonia l’eredità cabriniana.  La Speranza possa farci gustare la gioia della beatitudine dell’attendere che ha provato Santa Cabrini nell’approssimarsi dell’incontro con Dio. Sono passati 100 anni che Madre Cabrini ha lasciato questo mondo, e nell’intreccio di questo tempo tra passato, presente e futuro, tutti possiamo entrare nel dialogo con la Storia della nostra Congregazione con la ferma convinzione che tutta la storia contiene un disegno divino che ha il suo culmine in Gesù Cristo come è stato per Madre Cabrini.  Nei suoi quaderni di viaggio aveva scritto “Oggi è tempo che l'amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero”, se sappiamo attendere come la Beatitudine ci esorta.   Accogliamo con fede, speranza e carità questo messaggio.  

 Suor Assunta Scopelliti MSC -    Novoaltaiski 26 Dicembre 2017

 

ANNO CABRINIANO Ottobre 2017

 

"Beata te che hai creduto!"

In questo mese di Ottobre  meditiamo sulla grande beatitudine: "Beata te che hai creduto.!" E' nella fede la grandezza di Maria; fede nella Parola che Dio le ha rivolto, fede nel credere che "a Dio tutto è possibile", fede nella certezza delle promesse di Dio, nonostante tutto. Maria sa che tutto è dono di Dio, che tutto viene da Lui, che a Lui va dato ogni lode e benedizione. Così proclama e canta, nel profondo della sua umiltà, il grande cantico di lode: "L'anima mia magnifica il Signore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva, perché ha fatto e fa cose grandi, Lui che è l'Onnipotente". Riconosciamo in questa beatitudine  come Dio l'onnipotente  sceglie la via della piccolezza per salvarci, per farci suoi: in Maria si fa uomo, perché noi potessimo essere elevati alla dignità di figli di Dio". Di fronte al suo amore infinito, di fronte alla disponibilità di Maria ("eccomi"), vogliamo imparare la generosità della risposta di fronte alla nostra vocazione e missione per la lode di Dio e per la salvezza dei fratelli. Per vivere bene questa Beatitudine ci viene in aiuto Santa Francesca Cabrini. In una lettera scritta durante uno dei suoi viaggi: “Oh, si! cose grandi ha fatto il Signore per la Madre nostra, perché Ella è sempre stata fedele alle grazie che la investivano. Quale felicità è mai la nostra di averla per madre e Fondatrice del Nostro Istituto!”… In un altro passo dice: “Abbandoniamoci dunque, vi ripeto, fiduciose nella Augusta nostra Regina e Madre e all'’ombra sua fecondatrice vivremo sempre sicure”. (Il “Credo” di Santa Francesca Cabrini da il Cristallo della Fede a cura di Sr. Maria Barbagallo, msc pag. 61).  Questo lo faremo nella fede, gustando e vivendo la beatitudine di Maria: Beata te che hai creduto. Beato ciascuno di noi che vive di fede, nel mondo di oggi!

Suor Assunta Scopelliti MSC

 

ANNO CABRINIANO Agosto 2017

 

Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”!

Carissimi lettori, prima che il mese di agosto volga al termine, voglio dedicare a voi la decima riflessione, sempre in tema cabriniano, sulle beatitudini. Anche questa beatitudine ci fa vedere la bellezza e la gioia della fede.    

IL DIO CHE PARLA

La Parola di Dio è al centro di tutta la vita cristiana, si cala in ogni suo atomo ed ecco perché l’esortazione apostolica che il Santo Padre propone, non ci sorprende, considerando la necessità che oggi più che mai la Chiesa avverte di far risuonare la Parola di Dio. Il nostro Dio, è un Dio che parla; ha parlato subito, sin dagli inizi, quando ha creato il mondo e subito si è compresa la forza della sua Parola, una Parola che crea per amore. É un Dio che ha usato la Parola, per farsi conoscere e riconoscere dal popolo che aveva eletto come suo. Infine ha inciso la Sua Parola su pietra, perché diventasse nel tempo Legge per gli uomini. La Sua Parola a volte ha sconvolto i programmi e i progetti di coloro che aveva scelto, ma poi ha infuso loro coraggio, e nei momenti di incertezza ha donato loro conforto. Quante le pagine nell’Antico e nel Nuovo Testamento in cui la sua Parola risuona autorevole ma anche consolatrice, parola che sprona e da forza a chi l’ascolta, a chi è chiamato a collaborare ad un progetto di salvezza! Nel Vangelo di San Luca leggiamo: “In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». M a egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Gesù chiama “beati” quelli che ascoltano la sua parola e la osservano. Questa benedizione si applica innanzi tutto a sua madre. La replica del Signore, contiene un “elogio” di Maria. Infatti, Ella è la più attenta delle creature a compiere la volontà di Dio, senza esitazioni o ripensamenti. La sua grandezza, risiede non solo nella maternità divina, ma soprattutto nella risposta generosa con cui ha accolto l’invito dell’angelo a diventare la madre del Messia. La Vergine santa, nel contesto del Vangelo, è acclamata come la serva del Signore, “umile e paziente” che ascolta e crede. Maria, è d’esempio per ciascuno, nel personale: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Una bella esperienza simile la vediamo in Santa Francesca Saverio Cabrini la quale colse subito come un segno del Cielo le parole che il  Papa Leone XIII le rivolse:  "Non All'Oriente ma all'Occidente" Santa Francesca Cabrini inizialmente desiderosa di partire per la Cina; ma le parole del Santo Padre le diedero nuova direzione al suo zelo missionario per la sua grande fiducia nell’ubbidienza. La santa scrive: “La voce del Papa è voce del Signore, la sua parola è parola del Signore.  L'ubbidienza e la benedi-zione del Santo Padre mi accompagnano e mi rassicurano; non temo quindi di nulla, ripetendo continuamente il nostro motto: Omnia possum in eo qui me confortat.

Nella Fede in Gesù che tutti ci unisce Suor Assunta Scopelliti msc  Roma 25/08/2017 

 

ANNO CABRINIANO Settembre 2017

 

“Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così!”

Questo versetto del vangelo: «non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà», ci parla dell’incertezza del momento in cui verrà il Signore  e continua “Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così!”, qui è inclusa un’altra beatitudine  (Mt 24,42).“Se vogliamo che ci trovi svegli al momento del suo arrivo, non possiamo distrarci ne addormentarci: bisogna essere sempre preparati. Gesù ci da molti esempi di questa attenzione: quello che vigila caso mai venisse un ladro, il servo che vuole compiacere il padrone… Forse oggi ci parlerebbe di un portiere di calcio che non sa ne quando ne come gli arriverà il pallone. Ogni giorno, ogni ora, in ogni istante il Signore viene ed è vicino alla nostra vita. Attraverso le ispirazioni interne, attraverso le persone che ci circondano, i fatti che vanno succedendosi, il Signore bussa alla nostra porta e, come dice l’Apocalissi: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20).  Dai Pensieri di Santa Francesca Cabrini cogliamo questa Beatitudine che ci aiuta a capire come Ella  Continuò con coraggio nel suo lavoro di fondazioni di nuovi istituti e di rafforzamento di quelli esistenti e soprattutto nel seguire l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, da lei fondato. E questo fino alla fine della sua vita. Lei esortava: Lavorare per Dio nella gioia (anche quando si pensa di avere diritto a tutt’altro). vi esorto di cuore a perseverare con profonda dedizione nell'itinerario tracciato, .... È un lavoro, è uno sforzo che richiede fatica. Non amava lamentarsi nelle difficoltà e raccomandava alle sue figlie non solo tanto lavoro ma anche il coraggio, fondato sulla fede, che si esprime nel sorriso: “Ci sentiamo male? Sorridiamo lo stesso”. “Con la tua grazia, amatissimo Gesù, io correrò dietro di te sino alla fine della corsa, e ciò per sempre, per sempre. Aiutami, o Gesù, perché voglio ciò fare ardentemente, velocemente”. Beati saremo se il Signore arrivando ci trova vigilanti con un’energia spirituale che ci fa diventare capaci di avere perseveranza.

Nella fede in Gesù che tutti unisce Suor Assunta Scopelliti MSC

 

 

 

ANNO CABRINIANO - Luglio 2017

 

Beato chi crede senza aver visto” (Gv.20,24-29)

“Perché mi hai veduto tu hai creduto; beati quelli che credono pur senza avere visto”. Le parole di Gesù sono parole che suonano a sfida: “Guarda..., toccami”, ma sono piene di bontà: “e non continuare a essere incredulo, ma credente”. Come a Maria bastò sentirsi chiamare per nome (20,16), a Tommaso bastarono queste ultime parole per dire tutta la sua fede: “Signore mio, e Dio mio. È una fede che si ripete nei secoli. È l’espressione della fede personale e comunitaria. Essa nasce dai fatti concreti; è ben radicata negli eventi storici. L’insistenza di Giovanni sulle ferite di Gesù; sui segni della sua passione, dice che la fede nella divinità di Gesù nasce dall’esperienza di ciò che hanno visto, udito e toccato; dall’avere costatato che Gesù li ha davvero amati sino alla fine. Dio chiama anche noi all'intima esperienza di sé, nella condivisione dello stesso spirito di Madre Cabrini e nella particolare missione da Dio affidata in Lei all'Istituto, nella Chiesa. Santa Francesca Cabrini ci fa capire che la beatitudine della fede, anche se non la troviamo nell’elenco delle beatitudini, essa è il grande dono che svela in noi il mistero luminoso di Gesù Figlio di Dio. La fede in madre Cabrini è cristallina, permea il suo cuore, i suoi pensieri e le sue intenzioni e traspare nella sua vita, dalle realizzazioni di tante opere missionarie. Nei suoi scritti, Madre Cabrini mette sempre la Fede in primo piano: “tutto posso in Colui che mi dà forza e coraggio!” E’ un monito questo, che non è rivolto solo alle sue “Figlie”, ma a tutti coloro i quali hanno quella Fede, quel valore cristiano in cui credono. Vivere la Fede in prima persona, come hanno fatto gli apostoli prima, e i santi dopo! Vivere la Fede, vuol dire anche donare se stessi per amore del prossimo, nel nome di Gesù. Ma al giorno d'oggi, questo prezioso “dono divino”, sembra lasciar spazio ad altri ideali privi di ogni base cristiana, fatti di assoluta inadempienza umana, dove prevale il profitto, insomma ideali vuoti!  Essenzialità della fede nella crescita della persona. Dio è il centro della realtà e della vita, è la condizione assoluta di ogni vera educazione a cui tutte le altre cose sono subordinate senza per altro essere negate e limitate.

Nella Fede in Gesù che tutti ci unisce Suor Assunta Scopelliti msc